Durante il Ramadan, definito come il mese del digiuno, si consumano due pasti principali: il Suhur, l’alimentazione poco prima dell’alba, e il Fitùr, il pasto immediatamente successivo al tramonto. Le pietanze prescelte sono le più varie e sono diverse a seconda della nazionalità di ciascun musulmano.

Il Suhur è solitamente definito il pasto leggero, a volte rappresentato anche da un sorso d’acqua. La quantità di questo pasto dipende da quanto si è mangiato durante la notte; si può consumare una normale colazione, uno yogurt oppure frutta fresca. Deve avvenire all’alba e, dopo aver consumato il cibo, non si può mangiare fino al successivo tramonto.

Il Fitùr, invece, si celebra al calare del sole, segna la fine del digiuno ed è tradizionalmente iniziato con un dattero, il frutto di Maometto. Generalmente è formato da tre portate: la prima prevede un numero dispari di datteri, la seconda una zuppa di lenticchie mentre la terza, che segue la preghiera del Maghreb, è in genere più abbondante e varia. In questa terza fase si iniziano a consumare anche bevande fredde, per riportare l’organismo a corretta idratazione. La notte, se lo si desidera, si può consumare frutta e prodotti dolciari da forno e bere succhi di frutta. L’obiettivo principale non è però quello di un’abbuffata di recupero rispetto al digiuno giornaliero, l’intera alimentazione deve avvenire nel decoro e nella sufficienza, senza inutili esagerazioni alimentari.